Uguaglianza fiscale

     Uguaglianza fiscale

Nel campo tributario non è prevista la possibilità di referendum da parte dei contribuenti, ragion per cui non si può prescindere da una parità di trattamento nel prelievo di risorse dalle tasche dei cittadini.
Dall’applicazione di questo principio scaturisce che le addizionali comunali, provinciali e regionali devono essere uniformi nell’intero territorio nazionale come per le aliquote I.R.P.E.F..
La persona non può accettare discriminazioni nell’ambito dello stesso Stato di appartenenza.
L’autonomia amministrativa non autorizza l’anarchia, né l’arbitrio, né disparità,
tra diversi comuni, varie province e le 20 regioni.
Il cittadino non può essere succube degli errori, degli sperperi , dell’incapacità di gestire la cosa pubblica, né può essere costretto a coprire i disservizi causati da altri.
E’ facile fare l’amministratore quando per coprire i debiti fatti da predecessori o da chi è in carica possono essere chiamati a rispondere                                                                                        sempre e comunque i cittadini incolpevoli.

I tributi locali e nazionali devono essere uguali per tutti e calcolati con i medesimi criteri, sarà compito degli Amministratori, se ne sono capaci, far quadrare i conti o coprire debiti precedenti con avanzi di bilancio e/o con economie nelle spese e mai con aumento delle tasse. Le dimissioni immediate se non sono in grado di farlo.

L’economia non si sana con l’aumento dei tributi, del debito pubblico, della spesa corrente, con l’aumento dei prezzi ma con la stabilità dei prezzi, del potere d’acquisto della moneta, con la riduzione degli sprechi, con la riduzione di almeno il 50 % dei costi della politica, con la soppressione immediata degli Enti inutili, con amministrazioni efficienti, economie di gestione e riduzione annuale di almeno del 10 % del debito pubblico
La regola d’oro è : meno tasse, meno politici, meno parassiti, niente enti pubblici e privati inutili.
In conclusione le aliquote delle addizionali sull’I.R.P.E.F. , dei tributi locali, dei servizi, della compartecipazione alla spesa sanitaria, devono essere identiche e stabilite da una legge nazionale “ principio della riserva di legge in materia fiscale, come era una volta”. E non dai sindaci, presidente di provincia o di regione.
Si osservi il principio di uguaglianza almeno nel settore fiscale.

Il presidente
( Antonio prof. Fasiello )