La Strutturazione dello Stato e degli Enti territoriali italiani è troppo costosa, lenta e disorganica da portare al declino del Paese.
Uno Stato per progredire civilmente ed economicamente deve disporre di un motore efficiente, leggero ( Agnès Verdier Molinié), veloce la cui funzionalità deve essere certa e costante in grado di competere con costi minimi.
Se la macchina Italia non ha questi requisiti il cambiamento del pilota non risolverà i problemi.
Di questa tesi ne è un esempio la “Ferrari”. Alonso e Schumacher sono risultati vincenti solo quando le condizioni dell’auto glielo hanno permesso. Superata dalla “Red Bull” e dalla “Mercedes”” per tecnologia ed efficienza le vittorie sono venute meno.
La pressione fiscale è tale che toglie l’ossigeno per respirare ai contribuenti e alle imprese, la macchina amministrativa è lenta, caotica e superata, quella giurisdizionale opera con tempi biblici e con decisioni, spesso contrastanti, che hanno fatto venir meno la fiducia dei cittadini e dubitare del principio della certezza del diritto.
La corruzione nella realizzazione di quelle poche opere pubbliche che si riesce a fare, i parlamentari che passano da una forza politica ad un’altra (circa 200) unite alle due situazioni precedenti hanno causato le condizioni che collocano l’Italia tra gli ultimi Paesi per competitività e produttività.
Spesso si fanno pagare i tributi su altri tributi, imposte che gravano 2 o più volte sullo stesso reddito, tributi su capitali e beni immobili che non producono alcun reddito, scoraggiando gl’investimenti.
Per avere un’idea dell’assurdità della pressione tributaria è sufficiente sommare l’aliquota I.R.P.E.F. 38 % più quella dell’I.V.A 22 % siamo al 60 %, aggiungendo le tasse degli Enti locali, le accise sui carburanti, sulle assicurazioni R.C.A., bolli e balzelli vari, imposte su acqua, gas, luce, telefoni ed altre nella migliore delle ipotesi si sfiora l’80 %.
Uno Stato, la cui macchina, ammesso che funzioni, assorbe quasi l’80 %, del reddito e lascia solo il 20 % ai cittadini % per vivere, costringe la maggioranza della popolazione a vivere in uno stato di povertà, non ha risorse necessarie per gl’investimenti, è costretto ad aumentare il debito pubblico, è destinato a morire.
Ad aggravare la situazione si continua ad infoltire i ranghi della burocrazia con la creazione di Authorities ed altri organismi, non si sopprimono Enti parassitari, si autorizzano aumenti dei prezzi dei servizi e delle tariffe pubbliche mentre diminuisce sempre più il potere d’acquisto delle famiglie.
Per carità di patria non parliamo degli sperperi e dei fondi non utilizzati dell’Unione Europea.
Per concludere occorre cambiare rotta e macchina, ridurre almeno del 50 % la pressione fiscale, far gravare le imposte solo sui redditi e sugli utili, costringere a tornare ad un lavoro serio i milioni di parassiti(a cominciare da quelli impegnati in politica) che vivono a carico di altri.
Acaya, 27 marzo 2015