Retribuzione (oraria) minima e massima

Che sia indispensabile stabilire una retribuzione oraria di livello può essere utile non solo verso il basso  ma anche verso l’alto. Queste misure devono essere strettamente collegate alla produttività. Qualora il valore della produzione di un lavoratore al dì è 50.00 € l’imprenditore  non potrà dare allo stesso una somma pari o superiore, andrebbe in perdita, verso il fallimento.  Se la tariffa sindacale  è 50.00 ma la produttività è inferiore il datore di lavoro sarà costretto a corrispondere un salario inferiore con il consenso del l’operaio.. Prima di parlare di paga minima oraria di €  9,00 è necessario  verificare la produttività nel settore. Se questa è più bassa di 9  il datore di lavoro e lavoratore sono costretti a passare in nero. Per precisare la situazione nel costo del lavoro occorre aggiungere i contributi e quindi  il valore del prodotto deve eguagliare o superare  la somma degli stessi. (Es. 50+ 30 = 80, valore della produzione = o > 80.  Questo ragionamento deve valere anche per le retribuzioni massime. Pertanto dal principio che lo stipendio o onorario si corrisponde per raggiungere i risultati  da ciò consegue che tutti gli Enti  e le Società pubbliche con bilanci negativi non dovrebbero pagare soldi per premi di risultati o di produzione.  Lo stipendio o onorario deve remunerare il tutto, se sono ritenuti bassi si aumentano. STOP . In particolare nelle grandi aziende statali, parastatali e partecipate dello Stato e degli Enti pubblici territoriali che chiudono le gestioni con forti passivi costanti e annuali ai massimi dirigenti non vanno corrisposti  liquidazioni milionarie o onorari stratosferici ma retribuzioni che non offendono il pudore e il buon senso  di quanto corrisposto ai comuni mortali. Sono gli sperperi e gli sprechi che hanno causato i deficit dello Stato  a livelli che sono l’entità per pagare gli interessi fanno impazzire.                                                         Antonio prof. Fasiello