Le elezioni, a giorni alterni, sono lo sport nazionale che condizionano tutti i governi e lo sviluppo socio- economico dell’Italia.

Un malcostume italiano è rappresentato dal ripetersi nell’arco di ogni anno di un numero di votazioni che non ha ragione di esistere.
Nel 2018 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Parlamento(4 marzo) . dei Consigli regionali del Molise (22 aprile),, della Valle d’A0sta (20 maggio) comunali del Friuli Venezia Giulia (29 aprile), di Udine (13 maggio), degli Enti locali (10 giugno), ballottaggi del 24 giugno.
A queste sono da aggiungere il turno elettorale di ottobre – novembre ( 1° e 2° turno per i ballottaggi).
Riepilogando, salvo eventuali imprevisti, avremo 8 turni elettorali.
Bene il tutto poteva essere concentrato in un unico turno elettorale da tenere il 10 giugno. I ballottaggi sono da eliminare, poiché è stato verificato che al 2° turno il numero degli elettori si riduce considerevolmente rispetto al 1° turno.
I cittadini non sono più interessati all’esercizio di uno sport nazionale di una volta che dà risultati sempre più deludenti.
Le elezioni degli Enti locali dovrebbero essere tenute ogni 5 anni (comunali e regionali) in un unico turno a livello nazionale.
Nei comuni o regioni commissariati, i delegati dalla Prefettura o dal Governo a sostituire gli organi elettivi devono portare a termine la durata quinquennale.
L’introduzione di una norma del genere ridurrebbe i casi di scioglimento dei consigli inferiore a due cifre a livello nazionale.
Il ricorso continuo ad elezioni comporta paralisi nelle decisioni e forti condizionamenti per qualsiasi governo nei mesi che precedono il voto, maggiori costi della politica, disamore alla partecipazione da parte degli elettori, disimpegno dei ministri dai compiti istituzionali per partecipare alle tante e diverse campagne elettorali diffuse in Italia.

Il presidente
( Antonio prof. Fasiello )