>Lavoro. economia, sviluppo, ricchezza, democrazia;
Disoccupazione, povertà, criminalità, schiavitù, voto di scambio.

I due titoli sono antitetici e producono risultati opposti, positivi il primo e negativi il secondo. Il non assicurare un lavoro ai giovani significa dissipare l’unico dei fattori produttivo che non è cumulabile.
Il capitale, la natura possono accantonarsi nel tempo ed essere utilizzati nel futuro, il mancato lavoro di oggi non si può recuperare domani.
Ciò che 2 milioni di disoccupati avrebbero potuto produrre nel 2018 costituiscono un mancato utilizzo di energia lavoro non più recuperabile.
Le possibilità e le occasioni del lavoro per tutti esistono, sono le forze politiche che non hanno mai voluto combattere seriamente la disoccupazione.
Esempi: medici in pensione che continuano a lavorare presso strutture sanitarie private, magistrati che non vanno in pensione a 70 anni e che svolgono consulenze da pensionati ma anche in servizio, dipendenti pubblici che svolgono la libera attività professionale per un fantomatico principio di democrazia (ingegneri, geometri, avvocati, commercialisti, militari, odontoiatri, ecc. ecc. …)
quando dovrebbero essere sostituiti da giovani disoccupati.
Non si può accettare che un giovane laureato sia disoccupato ed un commercialista faccia pure il docente, l’esistenza di centinaia di migliaia di artigiani, i quali dopo aver ottenuto il posto fisso, continuano a fare il mestiere in nero.
I doppi incarichi non devono trovare cittadinanza in un Paese con milioni di disoccupati, ne è concepibile il lavoro straordinario quotidiano, il più delle volte solo virtuale.
Le pubbliche amministrazioni rendano pubblici i costi per pagare gli straordinari e a quanti posti fissi corrisponderebbe la sommatoria di tutte queste situazioni anomale . Siamo sicuri che con queste risorse si potrebbe dare lavoro a centinaia di migliaia di giovani e meno giovani disoccupati.
Il mancato lavoro ed il non guadagno minimo per sopravvivere sono le cause prime di povertà che agevolano l’arruolamento da parte delle organizzazioni criminali, lo sfruttamento o schiavitù, il ricorso al voto di scambio in cambio di promesse e sostegni leciti ed illeciti.
Non è mai troppo tardi per tutte le forze politiche, almeno ad alcune più sensibili, di darsi una regolata se veramente hanno cuore il futuro dei giovani e se vogliono porre rimedio a quel senso di sfiducia generale dei cittadini nei confronti dei partiti.
Il presidente
( Antonio prof. Fasiello )