L’Europa che non c’è

La moneta unica è stato uno dei primi passi per avviare il processo per l’Europa unita, a questo non hanno fatto seguito altri interventi per la sua realizzazione che è rimasta solo un sogno.
Per parlare di unità è necessario programmare una uniformità graduale prioritariamente nel campo fiscale, poi previdenziale, assistenziale e lavorativo.
Se si prendono in esame le aliquote IVA tra Francia-Germania-Italia-Spagna, considerato che l’Unione monetaria è entrata in vigore nel 2000, dopo 18 anni le stesse avrebbero dovute essere identiche.
Con riferimento alla tassazione sul reddito imponibile le differenze sono maggiori e più incisive.
I titolari, ad esempio, di un reddito annuo di € 60.000 in Francia sono gravati da trattenute di € 12.409, in Germania € 9.272, in Italia € 20.608.
La disponibilità maggiore di € 8.138 di un contribuente francese, di € 11.336 di un tedesco rispetto al contribuente italiano significa tarpare le ali ai consumi in Italia, ridurre le potenzialità di produzione e di concorrenza delle imprese, contrarre il potere d’acquisto e il tenore di vita delle famiglie italiane.
La realtà è che le situazioni economiche che interessano gli Stati dell’Unione, nel tempo, sono varie e le differenze anziché ridursi sono aumentate.
LU.E. per sopravvivere deve attuare politiche per armonizzare i sistemi di vita quotidiana di tutti i Paesi , partendo da fisco, previdenza, lavoro, assistenza, giustizia, sanità, ecc.
Il fatto che ogni anno l’Italia deve anestetizzare circa 12 miliardi per evitare l’aumento dell’aliquota IVA dal 22% al 25 % e delle accise mi sembra assurdo ed inconcepibile, quando sarebbe logico che anche in Italia l’aliquota standard fosse uguale a quella della Germania del 19 %, diminuendo dal 22% al 19 %.
In particolare per i 6 Paesi fondatori dell’Unione , dopo 50 anni, (Francia, Germania,Italia e Benelux ) assurdo ma vero non si è giunti ad aliquote identiche per le imposte dirette ed indirette, servizi pubblici di prima necessità.
La moneta unica serve a poco o niente se alla stessa non fanno seguito gli interventi predetti a cui va aggiunta anche l’uniformità nei settori bancario, assicurativo ed altri.
Il presidente
( Antonio prof. Fasiello )