Opinioni di V. Feltri, cause del sottosviluppo nel sud d’Italia

1– Sono le infrastrutture e la realtà oggettiva il propellente dell’economia;
2 – Lo Stato non ha dato le strade e ferrovie, nessuna infrastruttura
indispensabile per lo sviluppo;
3 – Il popolo o campa di espedienti o muore;
4 – il problema è la condizione a cui i meridionali sono stati condannati da una
politica affidata a personaggi acefali, incapaci di gestire il passato, il presente
e immaginare il futuro;
5 – In provincia di Milano operano 300mila meridionali perfettamentew inseriti e
indistinguibili dagli indigeni ( dal quotidiano Libero del 12. 11. 2017 ) .
Simili affermazioni fatte da un sostenitore incallito, come Feltri, del nord significano che la situazione reale è ancora peggiore .
Nel sud, oltre al resto, c’è una tendenza al suicidio sociale ed economico.
Le infrastrutture o opere pubbliche proposte ed indispensabili quasi sempre sono state boicottate.
Protosincrotrone a Nardò (finito a Ginevra), ponte sullo stretto di Messina, la TAP, la strada regionale n. 8 ex Circumsalentina, il prolungamento della statale 275 fino a Leuca, i parcheggi in piano e interrati a Lecce, l’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Galatina (funzionali negli anni 1970).
Per alcune opere i fondi sono andati perduti e per le altre al momento sono ancora dei semplici sogni.
Nel nord e nel centro Italia, invece, sono state realizzate grandi opere pubbliche con ingenti finanziamenti ( diversi trafori delle Alpi, l’alta velocità, trafori degli Appennini, Mose a Venezia, autostrade, aeroporti , ferrovie con 3 o 4 binari ecc. ecc. …).
Nel sud la maggior parte delle ferrovie è a binario unico e con tempi di percorrenza risalenti al ventennio.
I limitati investimenti fatti , rispetto al centro-nord, sono rimasti a livello di progettazione, risultati improduttivi o utilizzati per opere rimaste incompiute.
I fondi stornati per spese correnti rispetta alle finalità originali.
Distinti saluti
Il presidente
( Antonio prof. Fasiello )