Al Ministero dell’interno                            Roma

La designazione dei candidati  sindaci rientra tra i compiti dei partiti, l’elezione degli stessi e la loro scelta deve essere un diritto riservato agli elettori tramite il voto di preferenza (art. 1 della Costituzione).

Così non é.

Per rendere effettiva la scelta dei sindaci da parte del popolo le organizzazioni di partito devono presentare ciascuna almeno 2 candidati a sindaco.

Tra i 2 candidati a sindaco dello stesso partito e/o coalizione di partiti sarà eletto la persona che avrà ottenuto più preferenze.

La presenza di 2 candidati a sindaco non serve solo a rendere l’elezione diretta e democratica, ma a migliorare e ridare  stabilità  ed efficacia alla gestione degli Enti locali.

Il candidato a sindaco con meno preferenze (appartenente alla stessa maggioranza del sindaco) va assegnata di fatto e di diritto la carica di Vice-sindaco vicario.

Con questa impostazione, qualora dovesse venir meno il sindaco per le più varie e diverse ragioni,  il Vice – sindaco subentra a questi fino al termine del quinquennio,si riscontrano i seguenti fattori positivi:

a) viene meno la necessità di ricorrere a nuove elezioni;

b) si evita l’interruzione della gestione amministrativa;

c) possibilità di portare a termine il programma e le opere iniziate;

d)risparmio dei costi a cui si andrebbe incontro per lo svolgimento di nuove elezioni;

e) pericolo di subentro di una maggioranza diversa dall’attuale con blocco delle iniziative precedenti  e programmi contrastanti;

f) tempi morti tra periodo prelettorale  ed avvio di una nuova gestione.

Nessun danno per la collettività e neanche per le forze politiche.

Dalle considerazioni precedenti si evince in modo chiaro e comprensibile da parte di tutti  che con semplici modifiche  ( suggerite dal buon senso e dai numerosi casi d’interruzioni anticipate della durata della scadenza naturale dei 5 anni ) ,   all’attuale sistema elettorale  si restituisce  il potere di sovranità e di scelta al popolo (art. 1 della C.I.)  dei propri rappresentati.

Per analogia con quanto deciso dalla Corte costituzionale in merito all”italicum” si ritiene sia auspicabile anche per gli Enti territoriali locali sopprimere il ricorso al ballottaggio ( data la scarsa partecipazione al voto e  per ridurre i costi della politica)

Si segnale l’anomalia dell’introduzione del voto di genere , che oltre ad aver eliminata la libertà di scelta dei propri rappresentanti da parte degli elettori , rende rara e più difficile la possibilità di eleggere negli organi comunali consiglieri da parte dei residenti nei Centri abitati minori che non costituiscono comune autonomo .

Una proposta alternativa introdurre le elezione di consigli locali  con poteri deliberativi in contemporanea  al rinnovo dei consigli comunali come avviene in Grecia da decenni.

Acaya, 18 aprile 2017

Il presidente   Antonio prof.  Fasiello