Pari dignità e Denominazione dei Comuni con più Centri Abitati

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In questi ultimi anni si è verificata la fusione di 63 vecchi comuni ai quali ne sono subentrati 23.

Un fenomeno molto significativo è costituito dalla impostazione seguita a livello nazionale nella assegnazione delle nuove denominazioni.

Per 15 Enti territoriali , nel rispetto del principio della pari dignità  si è scelto un nome diverso da quelli delle Località costituenti e nel quale tutti si sentissero  rappresentati.

Nei casi di fusione di due vecchi Enti locali al nuovo comune si è orientati al doppio nome, soluzione auspicabile per tutti i Comuni formati da due Paesi.

In ogni caso deve valere il principio logico-matematico utilizzato nella classificazione in diversi campi scientifici che la denominazione di un insieme deve essere diversa dagli elementi che ne fanno parte (mammiferi, alfabeto, poligoni, atomo, cellula).

L’Ente locale è un esempio tipico d’insieme, come le Regioni, per le quali ha trovato applicazioni il principio, alcune nuove province, grazie ad una maggiore sensibilità, i cui nuovi nomi identificano alcune caratteristiche generali del territorio e non un singolo Centro abitato.

Del resto da una ricerca condotta a livello nazionale dall’A.Na.Fr. I. per 315 Enti locali abbiamo già denominazioni diverse dai Centri abitati che li formano, ai quali occorre  aggiungere le nuove 15 EntitàTerritoriali.

Il presidente ( Antonio prof. Fasiello )