Rappresentanza territoriale e umana negli Organi statutari degli Enti locali

delle Località che non costituiscono comune.

 

I sistemi elettorali regionali e statali assicurano la rappresentanza per entrambi gli aspetti dividendo il territorio in collegi o distretti fissando a priori il numero dei rappresentanti di competenza della province in ambito regionale e circondariale in ambito nazionale.

Per ambiti territoriali e umani specifici (minoranze linguistiche o isole) sono previste norme di carattere eccezionale ( Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lampedusa).

Per i Comuni con più Centri abitati fino agli anni “60 l’art. 11 dell’ex DPR. 16 maggio 1960 n. 570 consentiva la possibilità  e la facoltà di stabilire preventivamente il numero di consiglieri di spettanza delle singole Località in proporzione al numero degli abitanti.

Abrogato lo stesso per i Centri minori non autonomi sono tempi tristi.

Le calamità atmosferiche ne sono una prova inconfutabile, poiché i maggiori disastri materiali e umani, al verificarsi delle stesse, colpiscono le Località in quanto subiscono le discriminazioni , lo stato di abbandono, le disattenzioni da parte delle Giunte.

L’assurdo, l’irrazionale sta nel garantire ai circa 1850 comuni con meno di 1.000 abitanti (legge n.56 del 2014) 10 consiglieri comunali,  2 assessori ed il sindaco,

mentre la realtà ci presenta quotidianamente Centri abitati con più di 1.000 abitanti che non hanno alcun rappresentante né in Consiglio comunale né in Giunta.

Con il sistema maggioritario si verifica queste anomalie assurde che son ulteriormente aggravate con l’introduzione del voto di genere ( che consente facilmente di violare la segretezza del voto oltre a limitare la libera scelta da parte degli elettori).

Le Località minori hanno subito nelle ultime elezioni amministrative in campo nazionale una forte riduzione dei propri consiglieri che provano non esiste più un rapporto razionale tra numero di elettori e rappresentanze territoriali e umane.

Agli elettori poco o niente interessa il sesso, hanno diritto e vogliono essere rappresentati.

La stessa norma giuridica si contraddice quando consente agli elettori dei comuni con meno di 5.000 abitanti libertà di preferenza a prescindere dal sesso.

Qualcuno potrà ritenere queste considerazioni di natura campanilistica, dimenticando che quotidianamente a qualsiasi livello ci si dà battaglia per l’accaparramento di nomine e cariche nei diversi campi delle attività.

Per ritornare con i piedi per terra e al fine di avere parità di diritti e dignità umana nelle rappresentanze amministrative si chiede la modifica dell’attuale legge elettorale che determini a priori il numero dei consiglieri di spettanza delle singole Località.

.In alternativa si propone l’introduzione dei consigli locali elettivi con poteri deliberativi

Distinti saluti

Il presidente

( Antonio prof. Fasiello  )