Disoccupati, pluri – occupati – organizzazioni illegali

  Il problema della disoccupazione deve essere studiato sotto molteplici aspetti anche se quelli fondamentali sono connessi con il lavoro, l’occupazione e l’economia.

  La forza lavoro è uno dei fattori produttivi del sistema economico più incisivo e significativo, ha un punto debole che politici ed economisti trascurano, dimenticano : non è immagazzinabile, come la terra e/o il capitale. Il mancato impiego della forza lavoro rappresentato dai giovani disoccupati rappresenta una perdita irrecuperabile.

  Finalità essenziale dello Stato deve essere quella di utilizzare la ricchezza insita nel lavoro, dare la possibilità ai giovani di lavorare, di non disperdere queste grandi energie , lasciandoli inoperosi a bighellonare nelle piazze, nei bar, nelle discoteche di notte per poi dormire di giorno.

Si assiste, però, nel contempo a situazioni paradossali, contrapposte.

Persone alle quali lo Stato consente di svolgere un doppio lavoro, più attività, ore di straordinario che sommate consentirebbero di assumere tanti giovani.

Avvocati, dipendenti di Enti locali, docenti e professori universitari, giornalisti,  imprenditori,  ingegneri, liberi professionisti, magistrati, medici, politici, ecc. ecc. ….che contemporaneamente esercitano doppia o tripla attività, svolgono attività di consulenza, presiedono commissioni, sono componenti di più consigli di amministrazione.

  Persone che hanno il dono dell’ubiquità, non sanno quanto guadagnano, sanno di tutto e forse  fanno poco o niente, tranne che preoccuparsi di ritirare i lauti guadagni.

  Dall’altra parte abbiamo Enti locali ed Istituzioni che hanno tra i loro organici professionisti (avvocati, ingegneri, tecnici ecc. ecc. …) ma per il conseguimento delle loro finalità ricorrono a professionisti esterni. Perché ?

Solo nel mondo dell’istruzione (scuola ed Università) vi sono oltre 50.000 persone che svolgono la doppia attività ( insegnamento e libere professioni).

Il superamento  del fenomeno dei pluri – occupati , attuato senza eccezioni, consentirebbe la risoluzione delle situazioni di disoccupazione involontaria, renderebbe difficile l’assunzione di manovalanza  alle organizzazioni illegali.

Il modo o metodo più efficace per combattere la criminalità consiste nel dare lavoro a tutti.

Vincere la disoccupazione per dare un colpo mortale alla criminalità organizzata.

Il raggiungimento di questo obiettivo non solo aumenta la ricchezza nazionale, assicura maggiore pace sociale, attenua i contrasti generazionali, garantisce migliori prospettive per il futuro per figli e nipoti con incremento della nascite, previene lo sperpero della forza lavoro dei giovani che altrimenti andrebbe perduta per sempre.

Da decenni si parla d’introdurre il principio dell’incompatibilità tra lavoro dipendente e libera professione e/o di rivestire una pluralità d’incarichi retribuiti nello stesso tempo, ma fino ad ora è rimasto nel limbo delle buone intenzioni dei politici.                                                                                                                                                             I milioni di giovani disoccupati possono aspettare? o prendere strade illegali per non fare la fame.

Distinti saluti

Il presidente

( Antonio prof. Fasiello )