Presidente della Repubblica e concentrazione dei poteri

  L’Italia è formalmente una repubblica parlamentare ma in sostanza concentra eccessivi poteri nelle mani di una sola persona, che è il Capo dello Stato.

E’ assurdo che ad un soggetto si conceda la facoltà di nominare 5 senatori a vita quando per l’elezione di un senatore occorre il consenso di oltre 100.000 elettori.

Maggiore potere è quello concesso di poter nominare 5 componenti della Corte costituzionale, cioè un terzo dei componenti dell’organo collegiale, condizionandone indirettamente le decisioni

I Governi, sempre costituiti da coalizioni di più partiti, sono deboli, quindi facilmente condizionabili dalla persona del Presidente della repubblica che rimane in carica per 7 anni.

Al Capo dello Stato, inoltre è conferito il potere di grazia e la presidenza del Consiglio superiore della Magistratura.

L’esistenza a livello costituzionale della commissione affari costituzionali e della Corte costituzionale dovrebbe consigliare il Presidente a non esprimere mai pareri sulle proposte di legge o sulle leggi, cosa che, purtroppo, avviene.

Si auspicano, in conclusione, i seguenti interventi riguardanti modifiche ai poteri del Capo dello Stato:

  1. Abrogazione della figura dei senatori a vita, compresi gli ex Presidenti della Repubblica;
  2. Facoltà di nomina di un solo giudice della Corte costituzionale;
  3. Abbassamento dell’età per essere eletto da 50 a 40 anni ed introduzione di un limite massimo di 65 anni, in modo che alla scadenza del mandato non superi i 72.

Questo limite di età per l’esercizio di funzioni pubbliche, 65 anni, deve valere per tutti (dirigenti, parlamentari, militari, magistrati, giudici della corte costituzionale, cariche elettive, consulenti, componenti di consigli di amministrazione ecc. …) e comportare la decadenza automatica dalla carica  (ope legis) al raggiungimento dei 72.

Distinti saluti

Il presidente

( Antonio prof. Fasiello )