Riduzione dei Parlamentari – Bi ed Uni cameralismo

   Esiste un problema fondamentale con riferimento alla efficienza del Parlamento.

La situazione attuale di un bicameralismo perfetto è d’inefficienza e parassitismo.   L’identità di competenze rende superflua e inutile l’esistenza di uno dei due rami del Parlamento, per cui si può sopprimerne uno.

Un altro problema scaturisce dal numero eccessivo di membri della camera (630) e del senato (315).

La soluzione proposta ma mai attuata per mancanza di volontà politica da parte di tutti i partiti consiste in una riduzione del numero di membri di camera e senato. La sua attuazione potrà produrre una riduzione dei costi senza contrarre i tempi di  produzione legislativa e migliorare la qualità normativa.

     L’ipotesi che assicura risultati visibili e significativi è quella del passaggio ad un  Parlamento unicamerale con non più di 300 deputati.  Questa soluzione rende sicuro nel rapporto benefici / costi tra i primi :

1 – diminuzione da 900 a 300 dei componenti con risparmio di 600 indennità mensili,

2 – riduzione delle commissioni parlamentari dalle attuali 28 a 14;

3 – impossibilità del verificarsi di maggioranze diverse tra camera e senato, ora possibili,

4 – contrazione minima del 50 % dei tempi necessari per l’approvazione delle leggi;

5 – destinazione per finalità diverse e/ o turistiche di palazzo Madama;

per i costi si registrano solo elementi di segno negativo, cioè risparmi e/o vantaggi.

   Il bicameralismo serve solo ad accontentare la sete di potere e di poltrone dei partiti.

All’osservazione di chi sostiene che lo stesso ha il fine di garantire migliori risultati, per analogia, suggeriamo (per avere la paralisi completa degli Enti locali) di immaginare doppi   consigli comunali, provinciali, regionali.

Il popolo, i cittadini non comprenderanno mai le ragioni per le quali proposte che presentano solo benefici non sono attuate per il prevalere degl’interessi di pochi, di caste, di corporazioni, che  da sempre sacrificano i bisogni collettivi e sociali per ragioni egoistiche, personali, di bottega, delle gerarchie dei partiti.

L’osservazione che riducendo i costi della politica la situazione non migliorerebbe di molto sa solo di ipocrisia, falsità ed egoismo senza limiti. L’antica massima afferma “ a soldini, soldini si fa lo zecchino”. Si cominci a dare l’esempio  che deve venire dall’alto. Togliamo tutti i privilegi, eliminiamo i vitalizi, adottiamo l’unicameralismo, eliminiamo le regioni, riduciamo il numero di assessori, adottiamo il principio dell’incompatibilità assoluta tra cariche elettive con indennità e lavoro dipendente e nel campo delle libere professioni. I risultati saranno impressionanti. Questo chiede il popolo, non inutili promesse

                                                                                                                      Distinti    Il presidente  Antonio prof. Fasiello